A seguito della nostra ultima petizione, l’UE non ha rinnovato il contratto con i droni killer israeliani di Elbit Systems. Ora l’agenzia europea per la sicurezza del trasporto marittimo (EMSA) vuole noleggiare nuovi droni: diciamo alle agenzie europee che non ci lasceremo ingannare! Nessuna relazione militare con Israele. Niente droni per i controlli delle frontiere dell’UE!

L’uso di droni militari israeliani per applicare le mortali politiche anti-immigrazione dell’Europa è inaccettabile.

Pertanto chiedo:

Che l’Agenzia EMSA esclude i produttori di armi israeliani dalle gare d’appalto per i suddetti contratti.

Che l’Agenzia EMSA utilizzi i droni solo per scopi civili e non li metta a disposizione di Frontex o ad altri per i voli di controllo delle frontiere.

Che Frontex interrompa i contratti di sorveglianza con i droni di Airbus, IAI ed Elbit.

Cordiali saluti,


Alla attenzione: Commissaria UE Adina Valean, Commissaria UE Virginijus Sinkevicius, Commissaria UE Yiva Johansson

Gentile Commissario/a,

Recentemente l’Agenzia europea per la sicurezza marittima (EMSA) ha pubblicato due avvisi di bando per la fornitura di servizi di sorveglianza con l’uso di droni. I droni verranno utilizzati per diversi scopi, inclusa la condivisione con l’agenzia di controllo delle frontiere dell’UE Frontex per effettuare missioni di sorveglianza dei confini per intercettare rifugiati.

Recentemente Frontex è stata oggetto di molte critiche a causa del suo coinvolgimento in respingimenti illegali di rifugiati in Turchia e della sua cooperazione con la Guardia Costiera libica per riportare le barche con i rifugiati in Libia, dove li attende lo sfruttamento e la tortura in famigerati centri di detenzione. Dal 2014 oltre 21mila migranti sono morti mentre cercavano di attraversare il Mediterraneo.

L’agenzia EMSA prevede di spendere 70 milioni di euro in questi contratti. E’ prevedibile che le due grandi compagnie di armi israeliane Elbit Systems e Israel Aerospace Industries (IAI) saranno tra gli offerenti per questi nuovi contratti. Queste aziende sviluppano i loro droni in stretta collaborazione con l’esercito israeliano e li promuovono come “testati sul campo”: come noto, i droni “assassini” armati di entrambe le società sono stati ampiamente utilizzati per uccidere e opprimere i palestinesi.

Già nel recente passato tramite la società portoghese CeiiA, EMSA ha noleggiato due droni Hermes 900 prodotti dalla più grande azienda militare israeliana, Elbit Systems. Questi droni sono stati utilizzati anche contro diversi obiettivi, comprese le missioni di sorveglianza delle frontiere aree volanti per conto di Frontex. Il contratto non è stato rinnovato dopo che oltre 10.000 cittadini si sono opposte all’uso di droni militari israeliani per le politiche anti-immigrazione dell’UE.

Lo scorso autunno la stessa Frontex ha assegnato contratti per 50 milioni di euro alle compagnie di armamenti Airbus, IAI ed Elbit per la fornitura di voli di sorveglianza con droni per la “sicurezza” delle frontiere nel mare Mediterraneo.

L’uso di droni militari israeliani per applicare le mortali politiche anti-immigrazione dell’Europa è inaccettabile.

Pertanto chiedo:

Che l’Agenzia EMSA esclude i produttori di armi israeliani dalle gare d’appalto per i suddetti contratti.

Che l’Agenzia EMSA utilizzi i droni solo per scopi civili e non li metta a disposizione di Frontex o ad altri per i voli di controllo delle frontiere.

Che Frontex interrompa i contratti di sorveglianza con i droni di Airbus, IAI ed Elbit.

Cordiali saluti,

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Siamo organizzazioni che si sono unite in uno spazio d’azione comune per un Mondo senza muri e per la libertà, la giustizia e l’uguaglianza di tutti.

Crediamo nel diritto del popolo palestinese all’autodeterminazione e al ritorno alle proprie case. Chiediamo la fine dell’occupazione israeliana e la sua versione di un “apartheid del 21 ° secolo“. Chiediamo inoltre che tutti i responsabili della implementazione di queste politiche e coloro che aiutano, le favoriscono e ne traggono profitto siano ritenuti responsabili.

Crediamo nel diritto delle persone a migrare e nell’obbligo degli Stati di garantire la sua protezione, il diritto all’ingresso e rispetto dei diritti umani di tutte le persone in movimento. La guerra contro la migrazione si traduce non solo in gravi violazioni dei diritti umani, ma funge da cortina di fumo per il crimine sistemico che le politiche anti-migratorie dell’UE costituiscono.

Crediamo che la militarizzazione delle nostre società, dei nostri confini e del Mediterraneo per sostenere le politiche dell’UE che rafforzano le disuguaglianze e l’esclusione debba finire. Più che mai, abbiamo bisogno di sistemi di salute, non armi di guerra; politiche che ridistribuiscano le risorse alle persone, non all’industria delle armi e della sorveglianza.

Le nostre lotte sono interconnesse: le politiche europee contro la migrazione, che in molti casi assomigliano ai paradigmi israeliani e sono spesso implementate con la tecnologia israeliana, prendono di mira i migranti, finanziano l’apartheid israeliano e l’occupazione militare contro il popolo palestinese e militarizzano le società europee.

Ci impegniamo quindi a lavorare insieme nell’intersezione di queste lotte contro la giustizia sociale antirazzista e anticoloniale per costruire campagne per sfidare i legami UE-Israele che danneggiano i diritti del popolo palestinese, i diritti delle persone migranti e stanno approfondendo le politiche di militarizzazione.

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